Visitare Frascati: La visita alla favolose Ville Tuscolane di Frascati

Frascati è una graziosa cittadina con una economia agricolo-commerciale fin dai tempi più remoti anche grazie alla sua posizione in una zona di produzione vinicola. Il suo nome deriva dal fatto che i residenti della vicina Tuscolo, dopo la distruzione delle loro abitazioni avvenuta nel 1191, si insediarono in questa zona abitando in capanne, "in frascata". Nel Rinascimento diventò una importante luogo di villeggiatura grazie alla salubrità dell’aria e vennero costruite molte ville, le più importanti intorno a Roma, chiamate genericamente Ville Tuscolane. Frascati fu la prima località ad essere unita a Roma dalla ferrovia nel 1857. Nella zona di Frascati si trovano 12 ville, quasi tutte ben conservate e restaurate dopo la seconda guerra mondiale. In alcuni casi ospitano università, scuole, istituzioni o grandi alberghi. Un tour di queste ville può rappresentare una gita particolarmente interessante.
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Villa Falconieri – la Rufina
La prima villa moderna del Tuscolo fu costruita sotto il pontificato di papa Paolo III per Alessandro Rufini, cameriere del pontefice, sulle fondamenta di un edificio di epoca romana. L’architetto che se ne occupò fu Nanni di Baccio Bigio, lo stesso che costruì Villa Medici a Roma. La villa appariva come un edificio fortificato con pianta quadrata, con quattro torri angolari che chiudevano il portico presente sulla facciata. Verso la vallata, con vista su Roma, si apriva un loggiato a colonne. Tra fregi appartenenti alle antiche decorazioni si conservano ancora scene mitologiche in tre piccole stanze, tra cui l’Unicorno dei Farnese. La storia di Frascati fra il XVI e XVIII sec. si ritrova tutta ne la Rufina, che oggi appare nella sua veste barocca, attribuita alla villa dal Borromini.
Infatti nei primi anni del 1600 essa passò sotto la proprietà della famiglia Falconieri che decise il suo rifacimento totale, dal fabbricato alle decorazioni. Le modifiche riguardarono l’apertura, sul piano superiore di una grande esedra mentre venne mantenuta la fronte porticata fra i due corpi cinquecenteschi. La parte nuova, lunga ben 90 metri, fu alleggerita grazie alla presenza di una doppia fila di arcate cieche. Nella stanza della Primavera dal pavimento al soffitto si sviluppa un giardino dipinto sulle pareti, mentre da una parte è raffigurata una vallata con templi e rovine. Il Borromini aveva previsto una fontana al centro della stanza, quasi a voler realizzare una sorta di giardino interno. La stanza d’Estate presenta una volta decorata con finti stucchi intorno ai temi centrali, l’Omaggio a Cerere e l’Omaggio a Venere.
Agli inizi del 1700 i decori interni furono affidati a Pier Leone Ghezzi che si dedicò alla rappresentazione di scene familiari; la società dell’epoca, infatti, si rifugiava a Frascati per allontanarsi dai fasti e dalla mondanità di Roma ed i dipinti altro non facevano che ricalcare questa volontà, con ritratti familiari di vita comune. Villa Falconieri passò più volte di proprietà fino al 1905 quando fu acquistata dal barone Mendelssohn diventando meta preferita di molti tedeschi. Allo scoppio della prima guerra mondiale passò allo Stato italiano e, durante la seconda guerra mondiale, occupata dai tedeschi, subì pesanti danni nei bombardamenti del 1943-44. Fu totalmente restaurata nel 1956 ed ora è sede del Centro Europeo dell’Educazione.

Villa Mondragone
Fu costruita su progetto di Martino Longhi nel 1578, su commissione del cardinale Marco Sirico Altemps per ospitare il papa. Il nome, infatti, deriva dal dragone presente sullo stemma papale. Si sviluppa a partire da un basamento che forma un piazzale belvedere davanti alla costruzione. Poiché fu edificata su una collina, a valle si articola su tre piani mentre verso il colle si ha accesso diretto al piano nobile.
Le due torri racchiudono una loggia segreta vicino a quelli che erano gli appartamenti del papa ed una loggia comune sulla corte posteriore. I giardini si trovano su terrazze degradanti e l’architetto costruì, a monte del palazzo principale, un palazzetto per il figlio undicenne di Altemps in occasione delle sue nozze con la quattordicenne Cornelia Orsini. Esso fu poi incorporato nella successiva ristrutturazione dei Borghese. Il cardinale, grazie ai poteri conferitegli dal papa acquistò i feudi di Monte Porzio e Montecompatri creando quasi un piccolo stato tanto che Mondragone divenne luogo di ritrovo della corte papale e da qui egli emanò la bolla di riforma del calendario giuliano (1582).
Agli inizi del 1600 la villa fu acquistata da Scipione Borghese. Il terremoto del 1806 ne decretò la rovina fino alla ristrutturazione ad opera di Marcantonio Borghese (1850). Fino alla metà del 1980 ha ospitato un collegio di padri gesuiti ed attualmente è sede di rappresentanza, per eventi e congressi, dell’Università di Tor Vergata. Per raggiungerla potete usare la metropolitana fino ad Anagnina (metro A) e poi prendere il bus Cotral in direzione Rocca Priora-Monteporzio. In auto, invece, precorrete il G.R.A. in direzione autostrada A1 Roma-Napoli ed escite a Monte Porzio Catone.

Villa Aldobrandini
Si tratta della villa più originale e sontuosa di tutte le ville Tuscolane, realizzata su progetto di Giacomo della Porta per il cardinale Pietro Aldobrandini. Costruita nel 1600 al posto di una casa di campagna chiamata Belvedere, fu decorata internamente da Cavalier d’Arpino. La realizzazione si ispirò a Villa d’Este a Tivoli, per superare la pendenza della collina, con terrazzamenti intorno all’asse centrale.
Nel 1604 vennero convogliate tutte le acque circostanti per alimentare il Teatro delle Acque, realizzato da Carlo Maderno. Il Ninfeo di Villa Aldobrandini fu il più grande di quelli realizzati fino ad allora, Fu disposto contro il pendio del colle, proprio davanti alla facciata meridionale della villa. Una scala convoglia l’acqua nella nicchia centrale creando una cascata. Tutte le decorazioni rappresentano una celebrazione del cardinale e delle sue capacità. La villa appartiene ancora alla famiglia Aldobrandini che consente sia la visita in gruppi sia il pranzo d'epoca entrambi prenotando.

Villa Grazioli
Fu costruita per il cardinale Antonio Carafa, bibliotecario del Vaticano e amico di papa Gregorio XIII e riprende la struttura delle ville costruite nella zona di Frascati alla fine del 1500. Si eleva su un basamento a croce sul quale la facciata settentrionale è rivolta verso la pianura mentre quella a meridione dà accesso diretto al piano nobile. Fu decorata in fasi successive dal 1605 al 1737.
Alla fine del 1700 passò sotto la proprietà di Baldassarre Odescalchi che fece costruire una nuova galleria sul portico meridionale, decorato da Paolo Panini con figure delle Stagioni, degli Elementi e dei Continenti. Il giardino all’italiana rappresenta una parte importante che contribuisce a rendere la villa ancora più bella. Attualmente è sede di un elegante hotel-ristorante ed è visitabile su prenotazione. Le altre ville Tuscolane degne di nota sono Villa Tuscolana, Villa Sora, Villa Sciarra, Villa Vecchia e Villa Lancellotti ed i giardini di Villa Torlonia, ora giardini comunali.

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25/03/2019
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