Visitare Roma: Visita al Museo Palatino per scoprire la magnificenza dei palazzi degli Imperatori Romani

Il Museo Palatino è altresì conosciuto come l'Antiquarium del Palatino. Si tratta di un museo che sorge sul colle Palatino, da cui prende il nome. Venne fondato nella seconda metà del XIX secolo e ospita una vasta raccolta di sculture, diversi artefatti archeologici che vennero scoperti direttamente sul colle e anche molti affreschi particolari.

Museo Palatino: uno sguardo storico
Quello che attualmente si può vedere non rappresenta che la seconda versione dell'Antiquarium del Palatino; il primo venne creato da Pietro Rosa nella seconda metà del XIX secolo. Il museo venne realizzato al piano terra di un edificio che precedentemente fu fatto costruire dai Farnese. Esso ospitava molti oggetti rivenuti grazie agli sforzi di Napoleone III.
Tuttavia la prima versione del Museo Palatino non ebbe una vita lunga e l'edificio venne demolito su ordine di Rodolfo Lanciani per collegare l'area del Palatino a quella del Foro Romano. Durante questo particolare periodo storico le varie collezioni vennero trasferite in un altro museo, quello delle Terme di Diocleziano e Gherardo Ghirardini si occupò di catalogare tutti gli oggetti per non perdere proprio nulla.
La restituzione degli oggetti d'arte avvenne unicamente negli anni '30 del XIX secolo su iniziativa di Alfonso Bartoli, un archeologo che al tempo si occupava di eseguire gli scavi nella zona. Proprio a lui si devono i ritrovamenti di numerosi artefatti riportati alla luce direttamente dalla Domus Augustana. Attualmente, tutti gli oggetti che si trovano nel Museo Palatino sono in qualche modo legati alla storia di questo particolare luogo. Al giorno d'oggi il museo opera sotto la supervisione della Sopraintendenza dei Beni Archeologici, che garantisce la possibilità di consultare una vasta gamma di oggetti artistici alcuni dei quali risalenti persino all'età Imperiale (e molti altri risalenti addirittura alla Tarda Antichità).

La collezione del piano terra
L'edificio in sé è composto da ben due piani, di cui ognuno include quattro stanze. Il piano terra è completamente dedicato alla storia dell'epoca repubblicana, d'altro canto il primo piano include numerosi oggetti risalenti alla storia dell'Impero. Il piano terra include numerose sale che si concentrano soprattutto sulla storia antica, iniziando dal basso Paleolitico, passando per il Paleolitico medio e finendo con il Paleolitico superiore. Qui, inoltre, si trova ciò che si può considerare una scoperta più unica che rara: degli oggetti di un villaggio la cui origine risale al VIII secolo a.C. Tra questi si possono ammirare numerosi utensili di fabbricazione locale realizzati in impasto.
Tra le altre cose sono ospitati anche alcuni modelli delle capanne e persino una tomba infantile risalente addirittura al VII secolo a.C. Grazie alle numerose scoperte più recenti, poi, la collezione si sta rapidamente espandendo. Nella 4° sala del piano terra sono custoditi gli oggetti risalenti all'epoca repubblicana e a quella arcaica. Tra gli artefatti esclusivi e unici nel loro genere qui potrete vedere l'altare risalente all'epoca di Silla dedicato a una dea oppure a un dio. La formula "a un dio o a una dea" è stata fatta per nascondere ai nemici della dea il vero nome del dio a cui era dedicato l'altare. Qui sono state esposte anche numerose antefisse realizzate in un particolare tipo di terracotta policroma: sono risalenti a epoche diverse e rappresentano Apollo, Giove e Giunone Sospita.

Il primo piano
Al primo piano è possibile trovare uno splendido graffito portato a Roma da Alessameno risalente al III° secolo. Esso rappresenta un asino crocifisso e sotto sta la scritta Alessameno venera Dio. Secondo alcune fonti questo disegno rappresenterebbe un cittadino romano convertito al cristianesimo. Nella V° sala, invece, si possono ammirare numerose opere risalenti all'epoca dell'imperatore Augusto; nel dettaglio vi si trova una statua del dio Hermes eclettico realizzata dagli scultori greci Policleto e Lisippo. A queste si aggiunge anche una statua in bronzo che rappresenta un'atleta vittoriosa. Si dice che questa statua venne commissionata dall'imperatore Ottaviano poco dopo la battaglia di Azio e testimonia la profondità dei gusti classici risalenti a quell'epoca.
Anche qui si possono osservare delle particolari antefisse e persino delle placche in bassorilievo che testimoniano l'utilizzo della terracotta da parte degli Etruschi e soprattutto ne descrivono l'utilizzo artistico che già al tempo era molto evoluto e sviluppato. Vi è anche un affresco che venne portato alla luce nel 1950 durante gli scavi delle Scalae Caci: rappresenta il dio Apollo coronato da una pianta d'alloro. Egli resta seduto su di un trono, vicino all''omphalos, con la cetra nella propria mano. Nella VI° sala, invece, sono custodite delle decorazioni e molte pitture nel tipico stile Opus Sectile.
Tutti questi oggetti d'arte sono provenienti dalla Domus Transiatoria, che venne fatta costruire dall'imperatore Nerone e quindi fu ricoperta dalla più famosa Domus Flavia. La VII° e la VIII° sala, invece, raggruppano una vasta gamma di opere partendo dall'età di Giulio-Claudio per raccontare la storia romana fino alla Tetrarchia. Tra queste opere spiccano numerosi ritratti di vari imperatori romani, tra cui quello di Nerone, Adriano e Marco Aurelio. Come pure anche altri ritratti, quelli Agrippina Minore e di Antonino Pio. Ancor oggi questi ritratti causano numerosi dibattiti e tante controversie, ma soprattutto rappresentano degli oggetti dal notevole interesse storico-artistico. Infine vi è anche una IX° sala, che in realtà è una lunga galleria. Essa ospita delle copie di famose statue greche. Si tratta di copie romane provenienti dai palazzi imperiali del Palatino.

Le leggende del Museo Palatino
Secondo la leggenda, proprio nei pressi del Palatino, Romolo, poco prima di essere ucciso da Remo, ha disegnato una pianta quadrata della città direttamente sul colle. In questo modo egli ha fondato la città e attualmente molti storici sono concordi nell'affermare che il tessuto urbano si è espanso proprio a partire dal colle Palatino. Quest'ultimo, difatti, è uno dei più centrali dei 7 colli di Roma.

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28/01/2019
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