Vacanze a Roma: il Rinascimento di Raffaello a Roma

L'eterna Roma ospita numerose opere rinascimentali di Raffaello, uno degli artisti italiani più importanti vissuti tra il XV e il XVI secolo. Dipinti custoditi in musei, gallerie e ville, architetture affascinanti e fotografate da migliaia di turisti provenienti da ogni angolo del mondo. Raffaello Sanzio giunse a Roma nel 1509 e vi rimase fino alla sua morte. Voluto con forza da papa Giulio II, l'artista di Urbino contribuì insieme a Michelangelo e Donato Bramante a rivoluzionare il tessuto artistico e urbanistico della capitale e, in particolare, dello stato del Vaticano.
I lavori più prestigiosi a cui Raffaello dedicò anima e corpo in quel di Roma furono quelli eseguiti presso la basilica di San Pietro, su commissione del nuovo pontefice Leone X. Se state organizzando una visita a Roma, vi consigliamo come itinerario alternativo il Rinascimento di Raffaello, alla scoperta delle opere più affascinanti che il genio di Urbino lasciò in eredità alla città. Ricordiamo inoltre che nella capitale, durante i 12 mesi dell'anno, alcuni importanti centri culturali ospitano diverse mostre dedicate al pittore e all'architetto marchigiano.

Le opere di Raffaello Sanzio ai Musei Vaticani
Gli affreschi della stanza di Eliodoro rappresentano uno dei primi lavori di Raffaello Sanzio dal suo arrivo a Roma, dopo aver terminato la decorazione della stanza della Segnatura. Insieme a quest'ultima, rientra nelle cosiddette stanze di Raffaello, uno specifico ambiente incluso oggi nei Musei Vaticani. Di notevole interesse gli affreschi della messa di Bolsena, della liberazione di san Pietro e della cacciata di Eliodoro dal tempio.
Nella stanza della Segnatura si ritrovano invece le seguenti decorazioni: Scuola di Atene, Disputa del acramento, Parnaso e Virtù e la Legge. Successivamente alla fine dei lavori della stanza di Eliodoro, Raffaello Sanzio si dedicò alla realizzazione del ciclo di affreschi inclusi nella stanza dell'incendio di Borgo. Nel percorso interno dei Musei Vaticani, tale opera rientra nel complesso delle stanze Leone X. Infine, potete ammirare la presenza dell'artista di Urbino nelle celebri logge, tra cui segnaliamo quelle di Raffaello e del cardinal Bibbiena.

Le opere di Raffaello Sanzio alla Pinacoteca vaticana
Tra i primi capolavori di un allora giovanissimo Raffaello Sanzio, la Pala degli Oddi è conservata con fierezza presso la Pinacoteca vaticana. Il dipinto su tavola presenta tre diverse scene: la Presentazione al tempio, l'Adorazione dei Magi e l'Annunciazione. Per trovare un'opera simile, occorre visitare la Pala Baglioni, anch'essa ospitata dalla Pinacoteca sita nel Vaticano.
Ne fanno parte i dipinti di Fede, Carità e Speranza, mentre la Deposizione Borghese è custodita presso la Galleria omonima. Entrambe le pale descritte qui sopra sono antecedenti al periodo romano. All'interno della Pinacoteca vaticana ci sono altri tesori di grande rilievo realizzati dal Sanzio, tra cui alcuni splendidi arazzi. Infine, di notevole interesse storico-artistico i dipinti della Madonna di Foligno e della Trasfigurazione. Quest'ultimo fu l'ultima opera a cui Raffaello lavorò prima di morire all'età di soli 37 anni.

Le opere di Raffaello Sanzio alla Galleria Borghese
Proseguite la visita di Roma attraverso il Rinascimento di Raffaello entrando nella Galleria Borghese, dove sono custoditi altri dipinti e affreschi del pittore originario delle Marche. Antecedenti al periodo romano sono il Ritratto virile e la Dama col liocorno. Nella prima opera, ancora oggi gli studiosi non sono certi su chi Raffaello Sanzio abbia voluto ritrarre. Stando allo storico dell'arte Morelli, la persona presente nel ritratto dovrebbe essere Pinturicchio, pittore attivo nell'Italia rinascimentale a nella seconda metà del XV secolo. In precedenza, il dipinto era stato attribuito a Perugino, ritenendolo un autoritratto del celebre artista di Città del Pieve. Nella realizzazione della Dama col liocorno, Raffaello Sanzio scelse di raffigurare una donna attribuendole le vestigia di santa Caterina d'Alessandria. Una curiosità: in origine, al posto del liocorno, la donna teneva tra le mani un cane. Nell'immaginario collettivo, il liocorno rappresenta la purezza verginale.

Altre opere di Raffaello Sanzio
Due anni prima della morte, avvenuta nel 1520, Raffaello Sanzio produsse uno dei suoi maggiori capolavori: la Fornarina, un dipinto a olio su tavola custodito oggi all'interno di Palazzo Barberini, presso la Galleria nazionale d'arte antica. Il nome del dipinto deriva dalla donna ritratta da Raffaello. Infatti, gli studiosi sono concordi nel ritenere che la modella raffigurata nel dipinto sia una giovane ragazza, figlia di un fornaio, amata in quel periodo dal pittore.
Un altro celebre dipinto di Raffaello Sanzio che potete visitare a Roma durante un breve soggiorno è il ritratto di Andrea Navagero e Agostino Beazzano, ospitato nella Galleria Doria Pamphilj. A differenza di altre opere realizzate dal genio di Urbino, la critica è concorde nell'attribuire ai due scrittori veneti l'identità dei protagonisti. Il ritratto risale al 1516, prima dunque sia della Fornarina che della Trasfigurazione.

Opere architettoniche di Raffaello a Roma
L'incarico di maggiore prestigio assegnato a Raffaello nei suoi 10 anni a Roma fu la basilica di San Pietro, a cui lavorò dal 1514 al 1520, anno della sua morte. Il pittore e architetto marchigiano lasciò la sua firma indelebile anche su altri edifici, tra cui il Palazzo Apostolico con la Loggia di Raffaello. A lui si deve anche la realizzazione di Villa Madama, forse il più grande progetto incompiuto dell'artista. Se avete il desiderio di visitare la villa ideata dal Sanzio, recatevi alle pendici del Monte Mario. Oggi è la sede di rappresentenza sia del ministero degli Affari Esteri che della Presidenza del Consiglio dei ministri. I lavori iniziarono nel 1518, mentre l'inaugurazione risale al 1525, cinque anni dopo la morte di Raffaello. Un'altra opera architettonica a cui prese parte fu la chiesa di Sant'Eligio degli Orefici, iniziata da Donato Bramante e proseguita da Raffaello, per poi essere aperta ufficialmente nella seconda metà del XVI secolo. Infine, all'interno della basilica di Santa Maria del Popolo viene ospitata la Cappella Chigi, commissionata a Raffaello da Agostino Chigi, per cui lavorò in precedenza anche nella villa Farnesina.

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28/07/2019
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