Un film e una fortunata serie televisiva, ma cos’è la Suburra?

La Roma di 2000 anni fa era caratterizzata da forti differenze sociali, sottolineate dalla fama di alcuni quartieri poco raccomandabili.Il più pericoloso era di certo quello della Suburra, un agglomerato di insulae (case della plebe fino a 3-5 piani), popolato da ladri, malviventi, prostitute e qualsiasi genere di individui dediti ai più svariati crimini.
Gli omicidi, gli agguati, le ruberie erano all'ordine del giorno, anche se in questo quartiere malfamato non di rado si recavano illustri personaggi, rimasti nella storia e protagonisti della Roma antica.
Questo è il quadro del quartiere che coincide oggi con l'elegante rione Monti, che si distingue per essere una zona tranquilla e "bene" della capitale.

Il film e la serie ispirati alla Suburra
Il film e la serie ispirati alla Suburra hanno perfettamente riportato all'immaginario collettivo moderno tutti i misfatti che potevano accadere nel cuore della Roma popolare.
Ricchi che si mescolano ai poveri, l'esercizio della lussuria più sfrenata e della prostituzione, la vita che vale niente e l'abbandono a qualsiasi bassezza umana senza alcuno scrupolo.
Sia il film che la serie hanno avuto un discreto successo, probabilmente per la sensazione trasmessa ai telespettatori di una tensione sempre oltre il limite del consentito, moralmente e civilmente. La trasgressione era la caratteristica predominante di questo quartiere, che era stato in qualche modo tagliato fuori dalla vita cittadina degli abitanti più ricchi, per non disturbarli e per non creare loro problemi di varia natura.

La Suburra e i personaggi storici
In questo clima così torbido e fatto di malvagità e atrocità, nacque e crebbe lo stesso Giulio Cesare, che tutti conoscono come uno degli imperatori più famosi della Roma antica.
Nerone per frequentare in relativa tranquillità le sue vie buie e piene d'insidie si travestiva da mendicante, per ascoltare cosa diceva il popolo sul suo conto.
Si avventurava nella Suburra per scoprire il suo gradimento e ovviamente non sempre aveva riscontri gradevoli.
Un altro personaggio passato alla storia che frequentava questi luoghi era Messalina, consorte dell'imperatore Claudio.
La sua frequentazione e anche i suoi costumi tutt'altro che castigati sono noti grazie alle cronache di Tacito e Svetonio, biografi, che raccontano particolari sorprendenti della vita segreta dell'imperatrice.
Come Nerone anche Messalina si travestiva, ma da prostituta per dare libero sfogo ai suoi istinti libidinosi con chiunque.
La Suburra era nota anche per l'alta concentrazione di bordelli, nei quali la donna si introduceva indossando una parrucca rossa, segno distintivo delle donne di facili costumi. Il nome con cui Messalina si presentava ai clienti era quello di "Lisisca", che tradotto significa "cagna".
Gli uomini che frequentavano la Suburra erano anche gladiatori, schiavi, servi, venditori, marinai e mercenari, gestori di botteghe e taverne, ecc.

La vita della Suburra
La Suburra era divisa in 2 zone. Si trattava di una parte più bassa rispetto al colle Palatino (maior), che negli anni divenne anche paludosa, tanto che l'arco del famoso muro prese il nome "dei Pantani". Qui l'atmosfera era sempre caratterizzata da gente che urlava, fuochi accesi nelle insulae dove si cucinava o si faceva bollire l'acqua, in vista del pranzo o della cena. La maggior parte delle case era in legno e spesso si innescavano incendi che procuravano danni ingenti e vittime.
Non esistevano canali di scolo, quindi i bisogni venivano convogliati in strade che diventavano maleodoranti e malsane.
La gente si ammalava facilmente e viveva in media non più di 45-50 anni.
Il toponimo suburra, dal latino "sub-urbe", cioè sobborgo, periferia, era dovuto proprio alla posizione più in basso rispetto alla parte della città, il cui nucleo originario si trovava sul colle Palatino. La leggenda della fondazione di Roma, infatti, vuole che proprio qui Romolo scavò il solco lungo il quale costruì le mura difensive della nascente città. Il dislivello del colle era ancora più accentuato di oggi, in quanto si trattava di una zona più bassa di almeno 10-15 metri rispetto all'era moderna. La Suburra "minor" vicino a quella che oggi è la Chiesa di San Pietro in Vincoli, era invece meno rumorosa e in qualche modo toccata in parte anche dalla vita intellettuale e religiosa della città.
Erano molti i templi, come provano gli stessi Fori Romani i cui resti dimostrano un'intensa vita spirituale nella città antica. Gli intellettuali del tempo si affidavano alle capacità di scrittura di alcuni schiavi, che si prestavano nel riportare su carta opere sia greche che latine.

Il muro della Suburra
Il pericolo d'incendi, omicidi e il contatto stesso con gli abitanti della Suburra portò alla costruzione di un imponente muro alto 33 metri e oggi in parte visibile.
I pesanti mattoni che lo compongono non sono fissati con la malta, ma si reggono esclusivamente sotto il loro stesso peso, da ben 2 mila anni.
Sul muro poggia il teatro di Marte Ultore all'interno dei Fori Imperiali, al quale si accede attraversando l'arco dei Pantani.

I cambiamenti urbani della Suburra
La Suburra negli anni subì grossi cambiamenti urbani, soprattutto con la costruzione dei Fori Imperiali di Traiano e Giulio Cesare, che in qualche modo arrestarono la sua espansione.
Nella parte più alta cominciarono a sorgere delle residenze aristocratiche e molti abitanti lasciarono questa zona.
La popolazione cominciò a diminuire nel Medioevo e a seguito dalla costruzione di alcune strade. Molti si spostarono verso l'ansa del Tevere, ma la Suburra era attraversata anche dalla via che porta alla basilica di San Giovanni in Laterano.
I pellegrini frequentavano quindi il quartiere e sorsero anche diverse torri di famiglie nobili, tra cui quella del Grillo e quella dei Conti, che ancora oggi sono distinguibili, pur se modificate. Tra la fine del '500 e l'inizio del '600 la zona fu soggetta alla costruzione di nuove strade, come l'odierna Via Panisperna o via Cavour nel '800.
Con il ventennio fascista fu creata anche via dei Fori imperiali e interi quartieri vennero abbattuti cancellando gran parte delle zone che riguardavano l'antico quartiere.
Oggi della Suburra si trovano varie tracce passeggiando per le vie del centro e del Rione Monti, ma una buona parte è stata inglobata o si trova al di sotto del livello stradale.
C'è ancora piazza della Suburra, come riporta un'edicola superstite posta all'angolo di un palazzo di fronte all'uscita della Metro Cavour. L'edicola ricorda che qui si trovava la chiesa S. Salvatore alle Tre Immagini. Fu demolita nel 1884 a seguito dell'apertura dell'omonima strada.

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05/03/2018
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