Tra le quattro Basiliche Papali della capitale troviamo San Paolo fuori le Mura, seconda solo a San Pietro per la sua grandezza

San Paolo fuori le Mura è la seconda basilica maggiore vaticana per grandezza, dopo quella di San Pietro. Dal 1980 è Patrimonio dell'Unesco ed è uno spettacolare esempio di architettura paleocristiana e bizantina, nonostante fu in buona parte distrutta da un incendio nel 1823.
È uno dei luoghi di culto più visitati di Roma, dove si trova la tomba dell'apostolo Paolo di Tarso.

La basilica costantiniana
La basilica di San Paolo fuori le Mura sorge oggi a circa 3 km dal luogo dove fu ucciso tramite decapitazione. L'apostolo, noto per la sua conversione sulla Via di Damasco, non conobbe mai Gesù di persona.
Da sterminatore di cristiani divenne uno dei più grandi divulgatori del Vangelo e venne ucciso proprio a Roma, dove oggi sorge il Santuario delle Tre Fontane. La leggenda narra che l'acqua sgorgò in corrispondenza dei 3 rimbalzi che fece il capo del santo, dopo essere stato decapitato.
La prima basilica a lui dedicata venne fatta costruire dall'Imperatore Costantino e inaugurata nel 324 d.C, su suggerimento di Papa Silvestro.

La necessità di una basilica fu dovuta proprio al crescente numero di pellegrini che venivano a rendere omaggio alla tomba del santo. Il suo corpo insieme a quello di San Pietro, fu traslato dalle catacombe di San Sebastiano e sepolto proprio dove oggi si trova l'altare centrale. L'antica basilica era di dimensioni molto più ridotte rispetto a quella che oggi conosciamo e sorgeva nello stesso sito, al secondo miglio della via Ostiense, con la differenza che era orientata con l'ingresso al contrario.
Di questa antichissima costruzione sacra oggi ne rimane una parte, che si può notare nel transetto, in una parte dell'antica facciata, nell'arco trionfale centrale e nel chiostro.
La tomba di San Paolo si trovava in questo luogo in quanto anticamente era una necropoli, dove vennero edificate innumerevoli tombe, oggi in parte sepolte sotto la stessa basilica. Quella dell'apostolo fu risistemata con la costruzione di un sepolcro, ancora oggi visibile, racchiuso in una cella.

La basilica dei 3 imperatori
La basilica di San Paolo venne edificata come oggi la conosciamo dai 3 imperatori reggenti, cioè Valentiniano II, Teodosio I e Graziano, con l'avallo di Papa Siricio. Era il 386 d.C. quando insieme decisero di costruirne una nuova, che potesse essere di livello simile per ampiezza a quella di San Pietro. Si trattò di una necessità, visto l'alto numero di pellegrini che continuavano a visitare il luogo sacro.
I lavori si conclusero nel 390, anno in cui fu consacrata dal Papa e inaugurata 5 anni dopo sotto l'imperatore Onorio.
L'ideatore di questa stupefacente costruzione religiosa fu l'architetto Ciriade e ancora oggi possiamo ammirare il suo genio, che ha fato forma all'edificio con 5 navate, separate da ben 80 colonne, alcune della quali, come si usava all'epoca, furono prese da un altro monumento, la basilica Emilia presso i Fori Imperiali.

Le bellezze della basilica di San Paolo fuori le Mura
Le mura a cui si fa riferimento nel nome stesso della basilica sono quelle aureliane e le bellezze di questo edificio sacro ancora oggi incantano per la ricchezza e per la storia che racchiudono.
È facile immaginare come nel corso dei secoli i Papi abbiano voluto ornarla, esaltando la sua valenza religiosa con arricchimenti architettonici, aggiunte di ambienti esterni e risistemazioni.
Una delle curiosità che caratterizzano la basilica sono i ritratti a mosaico di tutti i papi che si sono succeduti nella storia della cristianità, dal primo fino a quello attuale.
Si trovano allineati sulla trabeazione al di sopra della navata centrale. Se ne contano a oggi 265 e, siccome lo spazio è diventato insufficiente nei secoli, i "tondi" sono esposti anche in una sala attigua alla basilica, che è la Pinacoteca.
L'idea dei ritratti papali fu di Leone il Grande nel V secolo d.C. Fu lui stesso che fece realizzare gli splendidi mosaici che ricoprono l'arco di trionfo.
Un'altra attrazione è la porta di ingresso che risale all'XI secolo e che fu commissionata da Gregorio VII con 54 pannelli ricoperti di lastre d'argento.
Il mosaico che si ammira nell'abside fu invece un'idea di Papa Onorio III nel XIII secolo. Con l'avvio del primo Giubileo nel 1300 le opere d'arte di mirabile fascino nella basilica continuarono ad essere realizzate, visto che sempre più fedeli visitavano la tomba di San Paolo, anche per lucrare le indulgenze e attraversare la Porta Santa. Questa viene aperta ogni 25 anni o in occasione di un Giubileo straordinario, come nelle altre 3 basiliche maggiori di Roma.

È del '300 anche lo splendido chiostro, che ha la particolarità di avere le numerose colonne tutte diverse una dall'altra. Qui sono custoditi migliaia di frammenti sepolcrali e si può godere di uno straordinario silenzio, che favorisce il raccoglimento e la riflessione, esattamente come accade di fronte al maestoso ciborio, opera di Arnolfo di Cambio.
In fondo alla basilica si può anche ammirare uno dei ceri pasquali più imponenti che si trovino in un edificio cristiano. È alto 6 metri, interamente intarsiato a bassorilievi con scene del Nuovo Testamento.
Appena si accede all'interno della basilica di San Paolo Fuori le Mura si è colpiti dall'altare maggiore, che è rialzato rispetto al livello dove si trovano i fedeli durante le funzioni.
Diverse sono le cappelle della basilica e una di queste è dedicata al Santissimo Sacramento. Al suo interno si può ammirare un crocifisso ligneo, che è uno dei pochi reperti superstiti dopo il devastante incendio si verificò nel 1823. Si può notare come fu danneggiato dalle fiamme, per la mancanza delle mani e dei piedi in parte carbonizzati. Si narra che questo crocifisso abbia parlato a Santa Brigida di Svezia ed è uno dei simulacri a cui i romani sono più devoti, in quanto dispensatore di miracoli.
Un'altra statua che riporta le tracce dello stesso incendio è quella di San Paolo considerata quasi una reliquia e il vicino mosaico del XIII secolo.
Nei pressi della basilica si possono visitare anche l'Abbazia benedettina, l'area archeologica della necropoli romana, la Cappella delle Reliquie dove c'è la catena con cui fu fatto prigioniero San Pietro, e la Pinacoteca, con dipinti realizzati tra il XII e il XIX secolo.

L'incendio del 1823
Nella notte tra il 15 e il 16 luglio 1823 la basilica fu preda di un incendio che la distrusse in buona parte. Rimase ben poco di tutte le opere d'arte e le decorazioni che la avevano caratterizzata fino ad allora.
La devozione dei romani e la volontà di Papa Leone XII riuscirono a riportare l'edificio agli antichi splendori. Fu aperto un grande cantiere per ricostruirla in modo quanto più simile possibile a quella di prima. L'inaugurazione avvenne in concomitanza della proclamazione del Dogma dell'Immacolata Concezione, il 10 dicembre 1854 alla presenza di cardinali da tutto il mondo e di Papa Pio IX.

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14/05/2018
Basilica CostantinaBasilica di San PaoloBasilica di San PietroBasilica di Santa Maria Maggiore

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