Scoprire Roma: tutti gli Archi Trionfali della Città Eterna

Gli Archi Trionfali sono uno degli emblemi della città di Roma, capitale italiana e Urbs per antonomasia del mondo antico.
Oggi sono rimasti in piedi soltanto tre archi trionfali, più un altro arco di cui però non si ha ancora oggi la certezza che possa meritare l'appellativo di trionfale.
I tre archi su cui gli storici non hanno alcun dubbio sono: arco di Costantino, arco di Settimio Severo, arco di Tito. Il quarto arco invece per il quale si è dibattuto a lungo se possa essere o meno ritenuto come i tre appena descritti è l'arco di Giano. Oltre a loro, Roma possedeva numerosi altri archi, di cui oggi rimangono soltanto qualche rovina.
Stando a quanto riportato dai Cataloghi regionari, in passato la capitale avrebbe ospitato fino a un massimo di 36 archi. A seguire l'elenco di quelli noti: arco di Teodosio, arco di Onorio, arco di Arcadio, arco di Valentiniano, arco di Graziano, arco di Costantino, Arcus Nuovus, arco di Portogallo, arco di Gallieno, arco di Giordiano, arco di Marco Aurelio, arco di Lucio Vero, arco di Traiano, arco di Domiziano, arco di Tito, arco di Nerone, arco di Claudio, arco di Germanico, arco di Dolabella, arco di Silano, arco di Lentulo, arco di Crispino, arco di Druso, arco di Augusto, arco di Ottavio, arco di Pompeo.
Come è facilmente intuibile dai nomi associati a ciascun arco, essi venivano eretti in onore degli imperatori in occasione di campagne militari vittoriose ottenute contro gli eserciti nemici.
In epoca romana, dunque, gli archi trionfali svolgevano una funzione commemorativa, in ricordo appunto delle vittorie dell'esercito romano in battaglie cruciali per l'esistenza stessa dell'impero. A distanza di quasi duemila anni, invece, gli archi trionfali ricoprono un ruolo centrale nell'economia del turismo della città di Roma, in quanto rappresentano una delle principali attrazioni per i visitatori stranieri che giungono per la prima volta in Italia.

Arco di Settimio Severo
L'arco di Settimio Severo risale ai primi anni del 200 d.C., eretto per festeggiare i primi dieci anni dell'impero di Settimio Severo, fondatore della dinastia dei Severi, di cui fecero parte Caracalla, Eliogabalo e Alessandro Severo, con cui si concluse la dinastia severiana che ricoprì oltre 40 anni della storia imperiale romana.
Dai rilievi visibili in parte ancora oggi, si può dedurre che l'arco trionfale in suo onore venne eretto per celebrare la campagna militare vittoriosa contro i Parti (popolo degli odierni stati di Iran e Iraq), uno degli avversari più temuti dai romani sia prima che dopo la nascita dell'Impero.
L'arco è rivestito in marmo e presenta - nella parte rivolta verso il Foro Romano - i momenti salienti della battaglia contro i Parti, tra cui il discorso dell'imperatore ai suoi soldati e la conquista di Edessa, cruciale per la successiva sconfitta del temibile avversario. Nel lato che volge verso il Campidoglio invece è raffigurata la fuga dei Parti e l'assedio di Ctesifonte, una delle città più importanti dell'intera area della Mesopotamia.

Arco di Tito
L'arco di Tito è forse uno dei simboli più conosciuti della città di Roma. Come l'arco di Settimio Severo, anch'esso viene custodito all'interno del Foro Romano, ai piedi del Palatino. La sua costruzione - commissionata da Domiziano - risale dopo la morte dell'imperatore Tito, avvenuta nell'anno 81 d.C., in ricordo delle celeberrime vittorie conseguite dall'esercito romano in Giudea negli anni precedenti, culminate con la simbolica distruzione di Gerusalemme, la città santa.
All'interno dell'arco, due pannelli celebrano il trionfo di Tito a Roma. Emblematica la raffigurazione dell'imperatore sul noto carro trionfale, così come le spoglie del tempio di Gerusalemme, simbolo della distruzione di una città che ancora oggi riveste una posizione centrale per tutte le principali religioni monoteiste. L'iscrizione della dedica realizzata dal Senato a Tito è posta invece nella parte rivolta verso il Colosseo.

Arco di Costantino
Il terzo arco trionfale di Roma è l'arco di Costantino, posizionato lungo via San Gregorio, l'antica via del trionfo dove gli imperatori erano salutati dal popolo prima di entrare in Campidoglio. Oggi l'arco di Costantino viene considerato a tutti gli effetti come un museo di scultura romana a cielo aperto, per via delle splendide statue che vanno a completare l'opera. La costruzione dell'arco trionfale risale all'anno 315, in concomitanza dei primi dieci anni di impero da parte di Costantino I (in carica dal 306 fino all'anno della sua morte, avvenuta nel 337).

Attraverso l'arco di Costantino viene celebrata la famosa battaglia di Ponte Milvio avvenuta nel 312 contro le truppe di Massenzio, scontro che segnò un nuovo inizio per tutto l'impero romano a seguito della vittoria di Costantino.
La battaglia di Ponte Milvio, raffigurata nell'arco trionfale di Costantino a Roma, è famosa inoltre perché a essa viene associata la celeberrima visione di Costantino, vale a dire il sogno fatto dall'imperatore nella sera che precedette la battaglia finale, durante il quale gli apparve Gesù Cristo e la croce (il segno divino con cui avrebbe battuto i nemici).

Tour degli Archi Trionfali di Roma
La visita ai tre Archi Trionfali di Roma è uno dei tour più gettonati tra i turisti in vacanza nella capitale. Il tour inizia in genere dall'area del Foro Romano, dove si trovano l'arco di Settimio Severo e l'arco di Tito. Da qui poi vi spostate lungo la via Sacra in direzione del Colosseo. La distanza tra i due archi è di soli 200 metri.
In linea teorica, mettendo in conto la comune fila di turisti presente in questa area e il tempo occupato dalle foto scattate con la macchina fotografica o il proprio smartphone di ultima generazione, la visita ai tre Archi Trionfali di Roma ha una durata stimata intorno ai 90 minuti, da inserire prima o dopo l'ingresso al vicino Colosseo nel proprio itinerario. Se invece siete già stati a Roma in passato e avete saltato il tour degli Archi Trionfali, avete la possibilità di dedicare alla visita un tempo maggiore.

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17/12/2018
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