Scopri i Musei Capitolini, primi musei della storia di Roma e “Marforio” la loro statua parlante

I Musei Capitolini di Roma rappresentano per la città e per i visitatori una sorta di ponte tra il passato glorioso e mai dimenticato e il presente, che non può far altro che nutrire ammirazione per tanta bellezza e cultura. Gli stessi Musei Capitolini possono vantare un primato esclusivo, quello di essere il primo luogo al mondo in cui sono state raccolte delle opere di varia provenienza esposte per essere rese fruibili al pubblico.
In passato, almeno fino al Medioevo, le collezioni artistiche, anche quelle più fornite delle famiglie ricche e dei papi erano un vanto esclusivo, da condividere soltanto con una ristretta cerchia di persone.
La svolta culturale si deve all'iniziativa di Papa Sisto IV, che nel 1471 avviò un'importante donazione di tutte quelle opere presenti in Vaticano e ritenute pagane o comunque non consone alla fede cristiana.
Tra le opere donate c'era anche la famosa Lupa capitolina in Bronzo, che oggi si può ammirare di fronte al Palazzo dei Conservatori, proprio nel cortile progettato e realizzato da Michelangelo nella piazza del Campidoglio.
É questo il motivo per il quale i musei capitoli possono essere considerati i più antichi al mondo.

La prima apertura pubblica dei Musei Capitolini
Dovettero trascorrere molti decenni dalla donazione di Sisto IV all'apertura vera e propria al pubblico. La stessa avvenne ad opera di un altro Papa, Clemente XII, solo nel 1734.
In realtà questa apertura fu agevolata da ulteriori donazioni di opere illustri da parte di altri pontefici, quali Pio V e Paolo III.
Fu proprio nel 1634 che si rese necessaria la costruzione di un altro palazzo, per contenere tutti questi pezzi rari. Fu allora che venne realizzato il Palazzo Nuovo.
Benedetto XIV invece promosse la creazione della Pinacoteca capitolina, donando altre opere provenienti dalle collezioni private di famiglie, come i Pio e i Sacchetti.
La ricchezza artistica di Roma è tale che un luogo come i Musei Capitolini può essere considerato un punto di riferimento per osservare da vicino opere mirabili dei periodi più diversi. Sono presenti, infatti, resti archeologici sorprendenti, ma anche opere di pittori illustri come il Caravaggio, solo per citarne uno o collezioni di statue e busti tra i più famosi al mondo.
I numerosi scavi condotti in città hanno prodotto una mole impressionante di opere, che necessitavano di una collocazione espositiva, tanto che è stato creato un Antiquarium, che era in realtà il magazzino dove venivano deposti i ritrovamenti archeologici e oggi aperto al pubblico.
Il penultimo ampliamento in ordine cronologico dei Musei Capitolini è quello del 1997, che si trova nel quartiere Ostiense, dove il sito di ex centrale termoelettrica è stato riqualificato e quindi adattato alla presenza sia di reperti archeologici che di altri di epoca più recente. Nel 2005 è stata aperta una nuova ala, l'Esedra di Marco Aurelio, ampliando la ricchissima offerta culturale messa a disposizione di turisti, visitatori ed estimatori di Roma e della sua arte.

Le opere più importanti dei Musei Capitolini
Nei Musei Capitolini, come è facile immaginare, sono presenti innumerevoli opere di pregio di ogni epoca, ma alcune sono particolarmente apprezzate e amate, tanto da essere diventate famose.
Tra queste c'è sicuramente la statua di Marco Aurelio a Cavallo, che è visibile al centro della piazza del Campidoglio.
In realtà si tratta di una copia fedele per preservare l'originale protetta nella sala dell'Esedra ed esaltata dalla luce naturale, che filtra dalle vetrate.
Un ulteriore primato dei Musei Capitolini è la statua di questo imperatore molto amato, che è l'unica pervenuta fino a noi dall'antichità.
Risale infatti al 176 d. C e non fu mai fusa, come era abitudine per la mancanza di metalli da riciclare, in quanto si credeva raffigurasse Costantino, il primo degli imperatori cristiani. Si sa che fino al Medioevo era custodita a San Giovanni in Laterano e che poi lo stesso Michelangelo la volle al centro della piazza del Campidoglio.
Oggi incanta per il senso dell'equilibrio che trasmette e per l'ottimo stato in cui si presenta, nonostante un attentato avvenuto negli anni '70.

I resti della statua colossale di Costantino
Nel Cortile dei Conservatori sono presenti i resti della statua colossale di Costantino, che si trovava al centro della Basilica di Massenzio, nei Fori Imperiali.
I pezzi pervenuti fino a noi sono la testa, una mano, un piede, parte del braccio. Si tratta probabilmente di un'opera costruita in vari materiali, che venivano assemblati per alleggerire la struttura e per renderla più stabile. Per questo gli archeologi sono convinti che si tratti di un acrolito, appunto una statua composta da materiali vari.


La lupa capitolina
Il simbolo di Roma universalmente conosciuto è la lupa capitolina, che si lega alla leggenda di Romolo e Remo fondatori della città.
La tradizione vuole che questa statua sia di origini molto antiche, precisamente etrusche e che le statue dei gemelli siano state aggiunte solo in seguito, in epoca rinascimentale.
Alcune ricerche più recenti daterebbero la lupa intorno al XII secolo, ma è certo che il suo fascino e la storia legata al salvataggio dei 2 gemelli incanta i visitatori e alimenta l'aura delle origini mitologiche della città.

Il galata morente
La delicatezza e la leggiadria di questa statua, che è una copia dell'originale bronzeo, è una delle più incantevoli dei Musei Capitolini.
Si tratta di un giovane uomo nudo, che ferito a morte sa che deve affrontare questa dura verità. La sua sofferenza di esprime nella posizione del corpo, perfetto eppure abbandonato su un fianco, con un'espressione del viso sofferente e spaventata.
L'opera è stata realizzata da Epigono nel 220 a.C. ed è una delle più intense che si possono osservare in questi musei tanto speciali.

La testa di Medusa
La testa di Medusa è opera del Bernini e non si può far altro che ammirarla.
Raffigura il momento stesso durante il quale il mostro vede i suoi capelli trasformarsi in serpenti.
La leggenda mitologica narra che fu Perseo a ingannare il mostro facendolo guardare allo specchio e pietrificandolo con il suo stesso sguardo.
L'espressività di questo volto è leggendarie ed emoziona, perché esprime l'attimo di terrore in cui è piombata.

La statua parlante di Marforio
La statua parlante di Marforio si trova ai piedi dell'obelisco in piazza del quirinale anche se è una statua assai antica che ha cambiato diverse collocazioni in città.
Fa parte di una serie di statue, 6 per la precisione, che vengono dette "parlanti", in quanto a loro venivano affidati dei messaggi scritti satirici e irriverenti verso personaggi e fatti della Roma papalina in particolare.
Ancora oggi le stesse statue vengono usate per inviare messaggi mirati senza colpo ferire e "parlano" della vita cittadina.

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19/02/2018
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