Lancia una moneta ed esprimi un desiderio! Dove? Alla famosa Fontana di Trevi di Roma

La Fontana di Trevi, teatro del celebre bacio tra Marcello Mastroianni e Anita Ekberg ne 'La dolce vita', è uno dei monumenti più visitati e ammirati della capitale e rappresenta la parte finale dell'acquedotto Vergine (Acqua Virgo), costruito nel 19 a.C. per rifornire le Terme Pubbliche.
L'impianto fu più volte ritoccato durante il Medioevo, inficiando però l'afflusso d'acqua. Nicolò V nel 1453 fece riparare i danni riportati e commissionò la ricostruzione del prospetto principale a Leon Battista Alberti.
Nel 1625 Papa Urbano VIII incaricò Bernini di demolire l'antica struttura ed erigere una grandiosa fontana; l'opera rimase però incompiuta a causa della morte del pontefice. Papa Clemente XII dopo novant'anni bandì un concorso per la sua realizzazione e a vincerlo fu l'allora sconosciuto Nicola Salvi, che trasse ispirazione da un disegno del Bernini. I lavori si protrassero per trent'anni, furono ultimati nel 1762 da Giuseppe Pannini e l'inaugurazione si tenne il 22 maggio dello stesso anno.
La tradizione vuole che diate le spalle alla Fontana di Trevi e gettiate, ad occhi chiusi, con la mano destra sulla spalla sinistra una monetina nell'acqua: questo semplice gesto vi assicura il ritorno nella Città Eterna.
In alternativa potete lanciarvi tre monete e ciascuna di esse rappresenta un desiderio diverso. La prima è legata al rientro a Roma, la seconda all'incontro con la propria anima gemella e la terza al matrimonio.
Si stima che in una settimana si possano depositare sul fondo circa 13.500 euro e quasi un milione di euro all'anno.
Questi soldi, recuperati giornalmente alle ore otto del mattino con una pompa, vengono consegnati alla Caritas diocesana che li distribuisce poi alle persone più bisognose.

LE CARATTERISTICHE PRINCIPALI DELLA FONTANA DI TREVI
La Fontana di Trevi, alta 26,30 metri e larga 49,15, poggia su Palazzo Poli ed emette quotidianamente 80.000 metri cubi d'acqua.
È caratterizzata da statue, in marmo di carrara, e da una facciata e una scogliera, entrambe in travertino.
Al centro dell'attico potete notare un'iscrizione che ricorda come questo monumento sia stato voluto da Papa Clemente XII, la cui effige si trova sulla sommità.
L'edificio stesso è, inoltre, ornato da quattro grandi sculture che, a partire da sinistra, rappresentano l'Abbondanza dei frutti di Agostino Corsini, la Fertilità dei campi di Bernardo Ludovisi, i Doni dell'autunno di Francesco Queirolo e l'Amenità dei prati di Bartolomeo Pincellotti.
La statua di Oceano, scolpita da Pietro Bracci, si trova al centro di un grande arco trionfale ed è alta 5,8 metri.
Il dio vanta una corporatura muscolosa, una barba folta e lunga, simbolo di saggezza, e il suo sguardo è, nel contempo, altero ed elegante.
Impugna lo scettro di comando con la mano destra, mentre con la sinistra sorregge un drappo che cela il bacino e gli organi genitali.
Guida un cocchio trionfale, a forma di conchiglia, trainato da due cavalli marini alati governati da altrettanti tritoni: un animale, imbizzarrito, rispecchia la furia del mare in tempesta, l'altro, più mansueto, rappresenta il mare calmo.
Un tritone è giovane e forte, mentre l'altro, più anziano, suona la buccina per annunciare il loro passaggio.
Alla sinistra e alla destra della nicchia potete, rispettivamente, ammirare la statua dell'Abbondanza e della Salute di Filippo Della Valle. La prima tiene tra le mani il simbolico corno ricco di frutti e ai suoi piedi vi è un vaso rovesciato da cui sgorga una sorgente; la seconda, che reca in testa una corona d'alloro, regge una coppa da cui si abbevera un serpente.
Sopra di esse sono, invece, collocati due pannelli a bassorilievo che ritraggono Agrippa che dà il suo assenso alla costruzione dell'acquedotto e la Vergine che mostra la sorgente ai soldati.
La fontana è, inoltre, adornata con decorazioni in marmo che raffigurano diverse specie vegetali e tra queste si annoverano una pianta di cappero, un fico selvatico, un fico d'India, un cespuglio di verbasco, un carciofo, un tronco di quercia e una vite con quattro grappoli d'uva.
CURIOSITÀ E LEGGENDE SULLA FONTANA DI TREVI
La prima curiosità, doverosamente legata al nome di quest'opera, riporta al Medioevo, quando nel luogo dove oggi sorge la Fontana si incontravano tre strade formando un trivium, ovvero un incrocio.
È, però, necessario fare una precisazione: l'esatto punto che individua il trivium si trova, infatti, nella limitrofa piazza dei Crociferi, dove vi era la mostra dell'Acqua Vergine.
La costruzione della fontana fu funestata da alcuni tragici incidenti: molti uomini, durante i lavori, si ferirono e alcuni di loro persero la vita.
Uno scalpellino rimase schiacciato nel 1734 da un blocco di pietra, un muratore nel 1736 cadde da un attico e nel 1740 un apprendista morì per le lesioni riportate alla testa a seguito di una caduta.
Tale capolavoro fu principalmente realizzato in travertino, una roccia sedimentaria composta da strati di carbonato di calcio derivanti dalla deposizione di acque termali.
Il materiale, il cui nome deriva dall'aggettivo latino Tiburtinus, venne spesso impiegato per erigere importanti opere e tra queste vi sono il Colosseo a Roma, la Basilica del Sacro Cuore a Parigi e il Getty Center a Los Angeles, in California.
Un altro aneddoto degno di nota è sicuramente quello del cosiddetto Asso di Coppe. Sulle rocce che coprono il parapetto, sulla sinistra della fontana, potete notare un grande vaso in travertino la cui forma ricorda il seme delle carte da gioco. La scultura fu innalzata per volere di Nicola Salvi che, esasperato dalle continue critiche di un barbiere che aveva la propria bottega nell'attuale via della Stamperia, decise di precludergli così la visuale dei lavori.
Le due leggende più conosciute hanno, invece, come protagonisti le coppie di innamorati. La prima vuole che le ragazze, che debbono separarsi dal proprio fidanzato per il servizio militare o per motivi di lavoro, facciano bere al proprio amato un bicchiere d'acqua della fontana e successivamente lo rompano.
In questo modo il ragazzo non si dimenticherà della sua dolce metà e il loro amore sarà eterno.
La seconda narra, invece, che le coppie che bevono insieme dalla Fontanina degli Innamorati, ubicata accanto all'Asso di Coppe, siano destinate a rimanere fedeli l'uno all'altra per tutta la vita.

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13/08/2018
Fontana di TreviNicola Salvini

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