Il famoso passetto di Castel S. Angelo

I romani conoscono bene il passetto di Borgo, che nella storia è stato protagonista di eventi molto importanti per la stessa città di Roma, ma soprattutto per i Papi che lo hanno utilizzato.
Il passetto è un corridoio sopraelevato che collega la fortezza di Castel Sant'Angelo agli appartamenti del Vaticano, dove risiedono i pontefici fin dal '400.

Si tratta tuttavia di un luogo che pochi conoscono e che è noto soprattutto ai romani veraci, che in dialetto lo chiamano "er coridore", appunto il corridoio.
In effetti è un passaggio abbastanza stretto, che in parte è alla luce del sole nel tratto iniziale, mentre venendo dal Vaticano è invece coperto con alcune aperture ad arco.
La storia non è molto chiara riguardo a chi lo fece costruire. Si parla di un'iniziativa partita da Papa Niccolò III, che nel 1227 avviò i lavori per costruire sia le mura che alcuni degli archi e delle porte della città sulle quali doveva passare.

Lo stesso Papa fu il primo a decidere di lasciare il Laterano, ancora oggi Basilica papale dove risulta la residenza del pontefice, per gli appartamenti vaticani. La decisione fu dettata da esigenze di maggiore sicurezza, che la posizione della basilica di San Pietro poteva garantirgli. La stessa sicurezza era legata a un più difficile accesso non solo ai palazzi, ma alla persona del Papa.
Altre fonti storiche invece si riferiscono alla costruzione del passetto su commissione di Baldassare Cossa. Si tratta dell'antipapa eletto nel Concilio di Pisa del 1406 e che non fu mai riconosciuto dalla chiesa. Lo stesso antipapa prese indebitamente il nome Giovanni XXIII, lo stesso di un pontefice "legittimo", che sarà molto amato dai cattolici, ma solo nel XX secolo.

Il motivo della costruzione del passetto era ancora più evidente, sicuramente dovuto alle lotte intestine della Chiesa di quel tempo e agli oppositori di chi usurpava il soglio pontificio.
Di certo la realizzazione del passetto avvenne in epoca medioevale e molti sono stati i restauri che nel tempo si sono succeduti. I papi che si occuparono degli stessi furono Alessandro VI nel 1492, Pio IV nel 1562, fino a quelli portati avanti dallo stesso comune di Roma in epoca fascista. In quest'ultimo caso i lavori furono condotti per aprire nuovi fornici e facilitare la circolazione cittadina, con la diffusione dell'automobile e con l'aumento degli abitanti.

La funzione del Passetto

Il passetto del borgo è così chiamato perché sorge nella zona denominata in passato Civitas Pia, cioè quello che oggi è Borgo Pio.
Il borgo prese il nome dallo stesso Papa Pio IV, che fece costruire i giardini e altre aree attigue al Vaticano e che ricadevano nella zona dove risiedevano diversi prelati e cardinali. Nei tempi più recenti lo stesso cardinale Ratzinger, prima di essere eletto al soglio pontificio, era solito attraversare i vicoli pavimentati di sampietrini per recarsi in Vaticano. Aveva scelto proprio Borgo Pio per stabilire la sua residenza.

Il passetto è lungo 800 m e porta direttamente all'interno delle mura possenti di Castel Sant'Angelo. Chi lo fece costruire fu molto previdente.
In realtà il papa di turno avrebbe comunque potuto mettersi in salvo anche in Vaticano, ma da Castel Sant'Angelo era possibile avere un controllo maggiore su buona parte della città.
La fortezza infatti si trova a un livello più alto e grazie alla vicinanza del Tevere, quindi alla presenza di meno costruzioni, risultava un punto di osservazione privilegiato.
La domanda che molti si pongono è se il passetto sia stato mai usato da un papa e per quale motivo.

I papi che utilizzarono il passetto

La risposta è affermativa, perché almeno 2 pontefici si videro costretti a percorrere gli 800 metri del passetto del Borgo, per mettersi in salvo dai nemici sia della chiesa che della città di Roma.
Il primo fu Alessandro VI, che dovette lasciare gli appartamenti vaticani nel 1494, quando l'esercito di Carlo VIII di Francia riuscì a entrare in Roma.
Alessandro VI resistette all'assedio soltanto 2 settimane e nel gennaio del 1495 dovette consegnarsi nelle mani del sovrano, giurandogli obbedienza e lasciando aperte le porte di Roma al suo passaggio. Fece ancora di più offrendo Cesare, suo figlio, perché guidasse Carlo VIII fino al Regno di Napoli. Nel frattempo però riuscì ad avere l'aiuto di altri sovrani europei, spaventati dall'avanzata inesorabile che conquistò anche il sud Italia.

Ottenne l'appoggio di Enrico VII e dell'Imperatore Massimiliano, che formarono la "Lega Santa". Il papa nel frattempo era fuggito a Orvieto e quindi a Perugia, salvandosi e facendo poi ritorno a Roma.
Nel 1527 toccò a Papa Clemente VII riparare all'interno delle mura di Castel Sant'Angelo, a causa dell'invasione dei Lanzichenecchi, che commisero il sacco di Roma.
Clemente VII resistette fino alla fine mettendosi in preghiera nella cappella privata, ma quando arrivò la notizia che la città di Roma era ormai allo stremo delle forze, fuggì col seguito di cardinali e altri prelati, protetto dalla guardia nobile. Per difenderlo ci furono diverse vittime tra i militari, ma il papa fu comunque imprigionato dal 5 giugno al 26 novembre di quell'anno.
Per la sua liberazione dovette pagare una somma pari a 400 mila ducati, di cui 100 mila subito e il resto a scadenza. Insieme a questi dovette consegnare i ducati di Parma, Piacenza e Modena, ma le condizioni furono talmente pesanti che Clemente VII preferì abbandonare Roma il 16 dicembre del 1527 per Orvieto.

Tornò a Roma dopo qualche tempo, quando Carlo V si scusò e cercò di mediare per la pace con la Germania, a cui però il Papa non volle sottostare, per paura di ripercussioni.
La funzione del passetto però non è stata soltanto quella di una via di fuga per i Papi, ma anche di passaggio riservato per alcuni personaggi in vista, che erano stati arrestati e dei quali non si doveva sapere nulla. Tra questi ci fu Beatrice Cenci, eroina popolare che uccise il padre per incesto e fu imprigionata e condannata a morte.

Una visita al passetto

Oggi il passetto è visitabile solo in occasioni particolari specialmente d'estate e in notturna, con visite guidate su prenotazione. Da questo luogo si osserva una vista mozzafiato non solo su buona parte della città, ma anche sulla cupola di San Pietro. Di notte la suggestione si accresce con le luci che illuminano il Vaticano e alimentano un'atmosfera magica tipica della Città eterna.

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14/11/2017
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