Eventi a Roma: il 17 dicembre si celebrano i “Saturnalia” alle Terme di Caracalla
La bellezza eterna di Roma è legata a doppio filo alla sua intensa storia, in particolare a quella del glorioso Impero Romano: molti sono infatti i monumenti legati a quel periodo, dal Colosseo ai Fori Imperiali fino ad arrivare al Circo Massimo. Proprio a due passi da questo immenso stadio a cielo aperto, teatro di entusiasmanti corse con le bighe, sorgono le Terme di Caracalla, tra le più vaste e sfarzose del mondo antico, considerate nel V d.C. una delle sette meraviglie della Città Eterna.
Se volete godervi la bellezza intramontabile delle Terme di Caracalla nell'atmosfera romantica e suggestiva pre-natalizia, poterete farlo gratuitamente: questa meraviglia del mondo antico sarà infatti a vostra disposizione il 17 dicembre, in occasione del ricordo del giorno in cui in passato si festeggiavano i Saturnali.
Le Terme di Caracalla
Le Terme di Caracalla sorgono a due passi dal Circo Massimo e dalla piramide Cestia, in una zona compresa tra il Campidoglio e il Colosseo. Le terme hanno sempre simboleggiato la parte più vanesia del cittadino romano, che non è da considerarsi solo un soldato o un politico. Amava infatti divertirsi e svagarsi, tanto è vero che il detto in voga all'epoca era "i bagni, il vino e l'amore ci mandano in malora ma fanno bella la vita". In particolare, la passione per le terme nacque presumibilmente intorno al III a.C., ma erano a pagamento e assai modeste. Col passare del tempo però gli stabilimenti termali si ampliarono e crebbero in splendore: c'erano le Terme di Agrippa, alle spalle del Pantheon, quelle di Nerone ma soprattutto le Terme di Caracalla. Queste nacquero tra il 212 e il 217 d.C. per volere dell'imperatore Caracalla e furono costruite e rimasero in funzione fino al'arrivo dei goti che nel 537 d.C. devastarono completamente l'Acquedotto Antoniniano: quest'ultimo, assieme all'Acquedotto Acqua Marcia, riforniva di acqua necessaria le cisterne ed alimentava quell'ingegnoso sistema di tubature che si snodava precisamente nel sottosuolo. Mentre vi aggirate tra i resti delle Terme di Caracalla, immaginate che sotto ai vostri piedi e dietro le mura della struttura si celavano focolari e forni che scaldavano l'acqua delle piscine e delle cisterne.

Com'erano le Terme di Caracalla
Oggi davanti ai vostri occhi avete sono vestigia della bellezza di un tempo, anche se la loro monumentalità rende bene l'idea di come erano in origine le Terme di Caracalla, dove potevano accedere fino a 1600 persone. Erano quattro le porte di ingresso e tutta la struttura era avvolta da colonne, da eleganti porticati e curatissimi giardini.
La parte più riconoscibile è certamente l'esedra dove erano poste delle gradinate e dietro la quale erano situate cisterne immense che potevano contenere fino a 80.000 litri di acqua; ai lati di questo incavo semicircolare dovete immaginare due biblioteche, a dimostrazione per i romani il culto del corpo andava di pari passo con quello della mente. Non mancavano infatti palestre, saune, spogliatoi ma anche templi come quello sotterraneo dedicato al dio Mitra.
Intorno all'asse centrale, si aprivano le camere principali delle terme a partire dal calidarium: era questa una immensa sala circolare occupata al centro da una vasca ricolma di acqua molto calda. Degli otto pilastri che sorreggevano la sovrastante cupola ne restano solo quattro e inoltre la camera pullulava di finestroni posizionati per consentire alla luce del sole di scaldare il più possibile il calidarium fino al tramonto.
Anche il tepidarium era una sala circolare ma molto più piccola e meno calda, al centro sorgeva la basilica con volte a crociera: questa costruzione vi testimonia come le terme erano anche un luogo dove si faceva politica o si discuteva di affari.
Il frigidarium era circondato da nicchie e da salette, particolarmente amate dalle matrone romane in quanto qui si effettuavano massaggi e si usavano oli profumati. Infine c'era la natatio, una grande piscina all'aperto decorata con quattro massicce colonne di granito (l'unica di queste rinvenute svetta oggi a Firenze nella Piazza di Santa Trinità).
Su ogni pavimento o parete ancora in piedi oggi presso le Terme di Caracalla dovete immaginare ogni sorta di decori: dai mosaici pavimentali fatti in pasta di vetro ai marmi policromi provenienti dall'oriente e suggestive statue. Recandovi ad esempio presso i Musei Vaticani avrete l'opportunità di ammirare un mosaico raffigurante sportivi e atleti ritrovato proprio presso le Terme di Caracalla.
Cosa sono i Saturnali?
I Saturnali, come intuirete dal nome, erano celebrazioni molto amate dai romani, dedicate al dio Saturno. Nacquero intorno al 217 a.C. e all'inizio duravano solo un girno, il 17 dicembre; Cesare allungò al durata della festa a due giorni, che divennero tre con Caligola fino a 7 con Domiziano, ovvero dal 17 al 23 dicembre.
Se vi state chiedendo chi fosse Saturno, ebbene costui era il padre di Giove che spodestò il padre che quindi fu costretto ad abbandonare l'Olimpo per rifugiarsi sulla Terra dove venne accolto nel Lazio dal dio Giano. Saturno così, per ripagare la calorosa accoglienza, donò la leggendaria età dell'oro di cui Virgilio parla nell'Esiodo: a quanto pare in quel periodo non c'erano più guerre, processi e malattie; i gladiatori potevano combattere senza temere la morte e i campi davano frutti spontaneamente senza bisogno del lavoro dei contadini.
La caratteristica principale dei Saturnali era la sregolatezza, tutto era permesso: bere ingenti quantità di vino ai luculliani banchetti che si svolgevano al grido "Io Saturnalia!", lasciarsi andare con giochi d'azzardo, indossare le più comode vesti synthesis al posto delle più austere toghe ma soprattutto gli ordini sociali venivano sovvertiti. Gli schiavi e i servi infatti si travestivano da ricchi signori, aggirandosi per le vie di Roma così abbigliati e godendosi per poco tempo quella libertà di cui erano privati nel corso di tutto l'anno. "Semel in anno licet insanire" era il motto dei Saturnali, ovvero era lecito impazzire durante quei giorni di festa.
I festeggiamenti pubblici iniziavano con un sacrificio al dio Saturno presso il suo tempio, sito sul Campidoglio, e proseguivano tra banchetti, scambi di doni con tanto di statuine sigillaria e l'elezione del Saturnalicius Princeps, cioè un principe che doveva garantire il buon funzionamento delle celebrazioni. Questa investitura era un onore che però doveva essere ripagato, nel più delle volte, con la propria vita, sacrificata dunque al dio Saturno.
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