30.000 visitatori ogni giorno percorrono gli oltre sette chilometri dei Musei Vaticani

Le cifre del Ministero parlano chiaro. Ogni giorno, circa trentamila turisti e visitatori giungono nella Città Eterna e si mettono in cammino per raggiungere i sette chilometri più densi di arte, cultura e storia che mai vedranno nelle loro vite - i celeberrimi Musei Vaticani, rinomati in tutto il mondo per il loro prestigio e per la loro imponenza. Ma qual è la loro storia, e cosa di preciso attrae ogni giorno tutti questi pellegrini dell'arte da ogni angolo del mondo?

Dalle collezioni ai musei: le origini dei Musei Vaticani
La verità è che le due domande sono strettamente collegate, così come le loro risposte.
La storia dei Musei Vaticani non comincia con la costruzione di una - o più - delle maestose opere architettoniche che oggi accolgono i nostri passi e i nostri sguardi affascinati, come molti erroneamente credono, ma con una serie di collezioni di scultura classica.

Da dove venissero quelle collezioni è semplice: erano parte dell'eredità romana dei pontefici, tramandate di Papa in Papa in quanto ritenuti legittimi eredi della storia dell'antica Roma.
I monumenti e le opere della civiltà romana vennero quindi conservate per volere dei pontefici, così che potessero da una parte testimoniare meglio di qualunque parola scritta la superiorità del Cristianesimo sugli antichi riti pagani, e dall'altra protetti e valorizzati come simboli dello splendore e della magnificenza del Papato.

Quelle prime collezioni risiedevano nel 1506 nel Cortile delle Statue, meglio conosciuto col nome odierno di Cortile Ottagono, sede e nucleo originario dei Musei Vaticani - qui infatti Papa Giulio II della Rovere ordinò che fosse creata una spettacolare raccolta di sculture d'età classica, le più celebri delle quali l'Apollo del Belvedere e il Laocoonte. Il contributo di Giulio II non si esaurisce lì, però - sempre egli fu il committente delle Stanze di Raffaello, volute per decorare le sale in cui sarebbe risieduto, dando così origine alle oggi famose Stanze della Segnatura, la Stanza di Eliodoro, la Stanza dell'Incendio di Borgo, la Stanza di Costantino e anche la Sala dei Chiaroscuri, sebbene quest'ultima voluta da Papa Leone X su ispirazione delle Stanze precedenti. A Papa Urbano VIII si deve invece sia la restaurazione della Galleria delle Carte Geografiche, sia la creazione della Cappella che da lui prende il nome all'interno della Torre Borgia.

Nell'affollattismo diciottesimo secolo, gremito di nuove idee, correnti di pensiero e di cultura, di grandi personalità e di grandi contrasti, i Musei Pontifici si rinnovano radicalmente e cominciano ad assumere le forme a noi oggi più familiari.
Il Museo Pio Clementino risale a questo periodo, sede delle più antiche e affascinanti collezioni vaticane; intorno al 1770 nasce il Cortile Ottagono, la nuova incarnazione dell'originario Antiquarium delle statue di Giulio II e, per la sua collocazione strategica, snodo centrale per le nuove collezioni volute dai Papi Clemente XIV e Pio IV, ogni direzione cardinale che conduce o alla Sala degli Animali, o alla Sala delle Muse, o alla Sala Rotonda, la Galleria delle Statue e la Sala dei Busti senza dimenticare il Gabinetto delle Maschere e la Galleria dei Candelabri.
Altresì significativo di questo periodo è l'impulso che dà Pio VI alla formazione del primo nucleo di opere pittoriche all'interno delle collezioni - niente Pinacoteca, per ora, ma già nel 1790 si contavano 119 pregevolissime opere.

Poco distante cronologicamente è la fondazione del Museo Chiaramonti, voluto nel 1806 da Pio VII in risposta - e quasi in spregio - alle spoliazioni artistiche francesi dovute al trattato di Tolentino di nove anni addietro, riempiendo questa nuova sede di opere e reperti acquistate da antiquari e scavatori romani attivi nello stato pontificio e in seguito ulteriormente ri-arricchita dall'operato di Antonio Canova, che al Congresso di Vienna del 1815 riuscì a rientrare in possesso di quasi tutte le sculture precedentemente requisite e che, al loro rimpatrio, dispose ed organizzò nel museo seguendo il proprio raffinatissimo senso artistico.

Nel 1822 nasce il Braccio Nuovo sotto la supervisione dell'architetto Raffaele Stern, per alloggiare parte delle altre sculture recuperate, mentre sotto Gregorio XVI nascono tre dei più grandi Musei Vaticani - il museo Etrusco del 1837, il museo Egizio del 1839 e il museo Profano Lateranense nel 1844, pullulante di reperti, bassorilievi, statue e mosaici romani.
A questi musei si aggiunge nel 1854 quello Pio Cristiano, che come lascia intuire il nome è dedicato all'arte cristiana e soprattutto paleocristiana delle iscrizioni catacombali, e quello del Lapidario Ebraico nel 1910 e collocato nel Palazzo Apostolico del Laterano, che contiene e magnifica le 137 iscrizioni rinvenute dalla cosiddetta 'catacomba Ebraica di Monteverde', ora contenute nella nuova Sala Giudaica e testimonianza d'importanza mondiale degli usi e costumi letterari funebri Ebraici per via della sua ampiezza e completezza.

Nel 1926, sotto Papa Pio XI Ratti nasce il Museo Missionario-Etnologico, questo dedicato alla conservazione delle opere e delle arti delle culture asiatiche, africane, oceaniche e delle Americhe con cui i missionari sono entrati in contatto nel corso della storia - questa è una delle collezioni in assoluto più vaste, con oltre quarantamila pezzi al suo attivo, ma è solo una nota a piè di pagina tra i meriti di questo Pontefice, il quale fonderà l'odierna Pinacoteca Vaticana destinando una sede a tutte le opere pittoriche fino ad ora o lasciate nei depositi, o disposte per varie Sale ed ambienti.
Fondamentale importanza ha anche la formazione nel 1923 del primo laboratorio di restauro di opere all'interno del Vaticano.

Nella seconda metà del '900 le varie collezioni lateranensi faranno il loro ingresso nei Musei Vaticani, riuniti al resto delle collezioni già in sede, e si assisterà anche alla nuova vita del Museo Missionario-Etnologico, oggi Museo Etnologico, così come a quella degli stili ammessi negli augusti ambienti dei Musei - nel 1973 è inaugurata all'Appartamento Borgia la Collezione d'Arte Contemporanea, prevalentemente a tema religioso.

E per concludere questa cronistoria, ricordiamo uno degli eventi più importanti della storia dell'arte dell'ultimo secolo - il restauro della Cappella Sistina, gioiello della corona del Vaticano, avviato nel 1979 e concluso nel 1994 con la messa solenne celebrata da Papa Wojtyla.

Musei Vaticani, unione di arte e storia
Quando si parla di Musei Vaticani, dunque, non si deve pensare al classico museo, sede di opere d'arte di vario genere - è troppo riduttivo e non fa giustizia nè alla strabiliante varietà di opere d'ogni genere conservate nei suoi molteplici ambienti, né ai cinque secoli di storia moderna e storia dell'arte che l'hanno ampliata, trasformata, rielaborata e rinnovata fino ai giorni nostri, rendendola il faro di cultura e l'esperienza unica che l'intero mondo ci invidia.

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26/03/2018
Musei Vaticani a RomaMusei PontificiMuseo ChiaramontiMuseo Missionario EtnologicoApollo del Belvedere

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